27 gen 2007

Illy: 10. Acqua

E’ di fondamentale importanza che nella prossima legislatura venga redatto, adottato e avviata l’implementazione del Piano di Tutela delle Acque. Pertanto andrà prioritariamente recepita la Direttiva Quadro “Acqua” (Direttiva 60/2000/CE) e la Direttiva “alluvioni” (60/2007/CE). Inoltre, dovranno essere revisionate le aree vulnerabili all’inquinamento da nitrati di origine agricola, in applicazione della c.d. Direttiva Nitrati.
Le ATO, una volta approvato il Piano di Tutela delle acque, dovranno procedere alla revisione dei piani di ambito, assumendo programmi di manutenzione e di escavazione, nonché promuovere la gestione del ciclo chiuso dell’acqua per gli insediamenti produttivi.
Tra le priorità che dovranno essere affrontate dai Piani d’Ambito assume sicuramente grande rilevanza, anche in termini economici, la soluzione della depurazione sia per gli scarichi civili sia per quelli industriali. Dovranno trovare quindi soluzione casi quali, ad esempio, il c.d. Tubone di S. Giorgio di Nogaro e i depuratori di Trieste.
E’ inoltre già previsto dalla legge e il processo dovrà essere realizzato nella prossima legislatura, la formazione di un ATO unico regionale per la risorsa “acqua”.

Azioni di medio e lungo termine:

- Accelerare la riconversione irrigua con l’obiettivo del 100% di impianti di irrigazione a pioggia, alimentati con l’uso dei reflui da depuratori, ovvero con impianti a goccia, ancora più efficienti in termini di risparmio idrico.
- Salvaguardare le falde freatiche e artesiane, da una parte attraverso il rilascio nel fiume Tagliamento di una parte delle portate irrigue derivate sia al nodo di Ospedaletto che in destra Tagliamento durante i mesi nei quali non è attiva l’irrigazione, dall’altro attraverso la predisposizione sul territorio di impianti di ravvenamento artificiale. E’ fondamentale approfondire le valutazioni di carattere economico ed ambientale.
- Sperimentare anche nella nostra regione nuovi sistemi di risparmio idrico nel settore agricolo come servizi interattivi di supporto all’irrigazione che (sulla base di dati di area forniti sia da strumenti e sensori a terra che dall’elaborazione di immagini satellitari) hanno consentito notevoli risparmi idrici nelle zone in cui sono stati testati.
- Realizzazione di invasi montani e collinari per la trattenuta dell’acqua da rilasciare nei mesi estivi, sviluppando quanto già previsto dalla legge strumentale 2008.
- Introdurre programmi a media scala per il risparmio idrico in ambito residenziale domestico, con predisposizione di strumenti di promozione ed eventuali incentivi economici per l’installazione di nuovi dispositivi di efficienza idrica e il controllo volontario dei consumi.
- Definire il regolamento tecnico, come specificato dalla L.R. 18/08/2005 n. 23 “Disposizioni in materia di edilizia sostenibile” che disciplina la raccolta delle acque piovane dai tetti e introdurre forme di incentivazione, al fine del riutilizzo delle acque per scopi non potabili in ambito domestico, attraverso sistemi e tecnologie sicure ed efficienti.
- Istituzione di azioni di sperimentazione per interventi di ricarica delle falde mediante infiltrazione delle acque meteoriche drenate dai sistemi urbani e raccolte da aree impermeabili, come piazzali antistanti sedi di attività commerciali, o aree adibite a parcheggi, attraverso l’utilizzo di idonee pavimentazioni e sistemi di accumulo temporaneo e lento rilascio in falde delle acque raccolte.
Azioni nel breve termine per contrastare l’emergenza siccità
- Permettere e agevolare mediante procedure semplificate la realizzazione in stato di emergenza di pozzi sia consorziali sia privati per l’attingimento di acqua da falde sotterranee. La concessione di pozzi sarà comunque subordinata al rilascio dei corpi idrici naturali durante i mesi non irrigui del quantitativo di acqua emunto dai pozzi.
- Operare il massimo risparmio possibile per mezzo di azioni di sensibilizzazione, di riduzione dell’apporto idrico, esclusione delle bagnature di soccorso, chiusura temporanea degli impianti di erogazione a seguito di precipitazioni e, se necessario, sospensione totale delle irrigazioni escluse le colture pluriennali.
- Intervenire presso i gestori degli impianti idroelettrici affinché rilascino una parte del volume invasato per l’irrigazione.
- Riutilizzare cave abbandonate intercettanti la falda attraverso derivazioni provvisorie.
- Attuare procedimenti non strutturali come, ad esempio, la definizione di un protocollo di comportamenti obbligatori suddivisi in scala di emergenza idrica.

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