23 gen 2007

Illy: 12. Suolo, siti inquinati

1. Difesa dai rischi
Il tema del rischio per il territorio è alla base di ogni considerazione legata al suo sviluppo e alla sua tutela. In questa direzione ha lavorato la proposta di nuovo Piano Territoriale Regionale, giunta quasi alla sua definitiva approvazione.
In particolare il documento di pianificazione individua:
- per il rischio idraulico, la definizione negli strumenti della pianificazione territoriale, ai diversi livelli, della rete idrografica; le prescrizioni in ordine agli studi di compatibilità idraulica e di valutazione dell’impermeabilizzazione dei suoli; le misure di salvaguardia per la realizzazione delle opere di sicurezza idraulica previste dai PAI (Piano per l’Assetto Idrogeologico) relativi ai bacini di laminazione del Tagliamento, Livenza e Cormor; le misure compensative come pavimentazioni drenanti e invasi temporanei;
- per il rischio geologico e idrogeologico, il recepimento dei contenuti dei PAI (frane) e la perimetrazione del vincolo idrogeologico;
- per il rischio valanghivo, recepisce la normativa vigente in materia;
- per il rischio di incendio boschivo, prevede l’aggiornamento del censimento delle aree inedificabili a seguito di incendio boschivo e il recepimento delle opere previste dal Piano regionale di difesa del patrimonio forestale dagli incendi.
Infine, in riferimento alle aree carsiche, la proposta di PTR adotta prescrizioni in merito alla delimitazione di dettaglio delle aree carsiche e alla loro tutela: doline, formazioni calcaree, epigee e ipogee, individuazione di nuove cavità, rapporti con il catasto regionale delle grotte.
Tutte le previsioni e prescrizioni dovranno quindi trovare applicazione nella prossima legislatura.
2.Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE)
La Regione Friuli Venezia Giulia ha un consistente patrimonio di materiali lapidei che vengono utilizzati nel settore industriale. Le attività necessarie a dotare la regione di un piano che consenta di definire le aree maggiormente vocate allo svolgimento di tale attività, nel rispetto dei valori ambientali presenti sul territorio, sono state avviate nella trascorsa legislatura. I materiali e le elaborazioni già realizzate, una volta affrontato il processo di VAS, dovranno essere portate a compimento, con l’obiettivo di definire le aree in cui non è possibile procedere a escavazioni, la definizione di regole chiare per lo svolgimento delle escavazioni, ma anche e soprattutto l’individuazione delle migliori modalità di recupero ambientale dei siti, una volta dismessi.

3. Siti inquinati
La situazione delle aree industriali inserite nei siti di Trieste e della Laguna di Marano e Grado è particolarmente critica. Gli adempimenti previsti dalla vigente normativa (D. Lgs. 152/2006) non consentono infatti alle imprese insediate di svolgere qualsiasi intervento edilizio prima di
aver caratterizzato le matrici ambientali (suolo, acque superficiali e sotterranee), al fine di
definirne lo stato di contaminazione e, quando necessario, aver eseguito i necessari interventi di
bonifica o di messa in sicurezza.
La politica regionale della prossima legislatura deve ripartire dall’accordo già siglato con il
Governo italiano che prevede l’attivazione di azioni per la rideterminazione delle perimetrazioni
dei SIN, per assicurare il risanamento dei siti inquinati e per evitare obblighi per le aree non
interessate, nonché per ricercare soluzioni finalizzate alla messa in sicurezza e bonifica a costi
ridotti delle aree, che valorizzino gli ambiti bonificati, e per la soluzione dei problemi legati alle
aree lagunari.
Per quanto riguarda il Sito Inquinato d’Interesse Nazionale di Trieste sono in corso le procedure
necessarie a giungere alla stipulazione dall’Accordo Quadro con il Ministero dell’Ambiente, che
finanzierà caratterizzazione e messa in sicurezza del sito, attività che dovranno prendere avvio
con la massima celerità.
Per quanto riguarda la Laguna di Grado e Marano, sarà necessario procedere con un’analogo
processo di concertazione, e quindi condivisione delle responsabilità e degli oneri finanziari, con
il Ministero dell’Ambiente.
Da ultimo, ma non meno rilevante, l’intervento regionale da mettere in campo per i siti inquinati
di interesse regionale, la cui individuazione comporta la necessità di provvedere in tempi certi e
rapidi all’esecuzione di interventi finalizzati al recupero di aree di interesse e pregio ambientale
e di aree destinate alle attività artigianali e industriali.
L’azione, nell’ambito della legislatura, dovrà garantire il passaggio da tutte le gestioni
commissariali attualmente in atto alla gestione ordinaria.

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