7 mar 2007

Tondo: 5. Economia ed impresa

AGRICOLTURA
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Grande attenzione sarà posta allo sviluppo di politiche che contemperino la crescita economica del settore e la tutela dell'ambiente, nel pieno rispetto delle indicazioni comunitarie.
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Aree di intervento:
- L’energia da fonti rinnovabili e la chimica verde: una delle chiavi di sviluppo e di integrazione orizzontale di filiere con altri settori economici. Sarà favorita la nascita di bioraffinerie e lo sviluppo di colture dedicate tramite alleanze tra settore agricolo ed industriale.
- Servizi alla comunità ed alla persona: con la legge di orientamento del 2003 le aziende agricole possono erogare servizi di gestione del territorio a favore di enti pubblici. L’azienda agricola può svolgere un ruolo importante anche per i servizi alle persone soprattutto per quanto riguarda le fasce deboli, anziani, bambini e portatori di handicap purché cresca una cultura specifica sia nel pubblico che nel privato. Centri estivi, asili o centri diurni potrebbero affiancare le ancora poche fattorie didattiche.
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- Aree protette: si procederà con un loro riordino con quello che la UE indica come lo strumento principale per l’integrazione dell’agricoltura nella gestione dell’ambiente ovvero attraverso i piani di gestione.
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- Latte: l’allevamento bovino da latte è la condizione necessaria per la permanenza dell’agricoltura in montagna, ma si devono risolvere i nodi legati all’inefficienza della trasformazione, agli alti costi di trasporto ed al prezzo di vendita inadeguato.
Il modello di allevamento, proprio per questo, non può essere però quello di pianura.
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INDUSTRIA
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La semplificazione sarà una priorità anche durante le fasi di apertura di un'impresa. Analogamente a quanto accade già in altre regioni, sarà possibile iniziare l'attività prima di aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e di aver avuto tutti i controlli.
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ARTIGIANATO
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TURISMO
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Turismo come grande risorsa ecosostenibile, ecocompatibile, in grado di creare ricchezza, posti di lavoro, opportunità di sviluppo: il territorio e l’arte, l’architettura, la cultura; il territorio e l’ambiente (colline, fascia pedemontana, montagna); il turismo del benessere termale; il turismo sportivo (montagna, sport estremi, bikers, equitazione); il turismo agricolo e del prodotto tipico; turismo scolastico; il turismo enogastronomico; il turismo congressuale; turismo della terza età.
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Numerosi i segmenti specifici nei quali intervenire e tra questi:
- Litorali: saranno predisposti snellimenti burocratici e finanziamenti per la valorizzazione delle coste e per le operazioni di conservazione e manutenzione dei litorali sabbiosi, nelle maggiori località balneari e nei centri più piccoli;
- Grande attenzione sarà assicurata alle zone lagunari e alle riserve naturali e ai parchi regionali che custodiscono uno straordinario patrimonio di flora e popolazione zoofaunistica, nella prospettiva di sviluppare un turismo eco-compatibile e orientato ad una nuova "cultura dell'ambiente;
- La nautica da diporto sarà incentivata: la Regione eliminerà assurdi lacci e laccioli burocratici che impediscono di realizzare marine che valorizzino le lagune e incrementino i flussi turistici anche dall’estero. Nuovo impulso sarà assicurato ai ragazzi per mantenere l’accessibilità alle marine stesse.
Il porto di Trieste va orientato anche verso la navigazione diportistica privata accogliendo nei moli del centro cittadino yacht, velieri, imbarcazioni di pregio, costituendo una alternativa rispetto allo stazionamento e all'approdo nelle moderne marine.
Intendiamo anche con tali interventi fare del Friuli Venezia Giulia il fulcro di
un turismo ecosostenibile e amico dell’ambiente.
- Il turismo del territorio: enogastronomia e giacimenti intatti del ben vivere: per valorizzare il sistema Friuli Venezia Giulia nella sua complessità sarà sviluppato nel rispetto del principio di sussidiarietà, con Province e Comuni protagonisti.
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- Azioni turistiche per la montagna: la montagna friulana è un patrimonio della nostra comunità complesso e delicato. Richiede attenzioni particolari per garantire vivibilità e lavoro ai residenti e capacità di attrazione per i turisti. Occorre perciò intervenire con azioni mirate ed efficaci sulle capacità ricettive, sulle infrastrutture, sull’organizzazione di eventi. Aumentare in quantità e qualità la ricettività delle località montane, ora carente è una priorità.
- Adeguamento della normativa relativa ai bed and breakfast. Lo sviluppo della ricettività extralberghiera a carattere familiare (i cosiddetti bed and breakfast) consente di promuovere il turismo sociale e giovanile e di migliorare al contempo lo stato e l’utilizzo del patrimonio immobiliare esistente. Intendiamo modificare i parametri massimi di ricettività in funzione di stanze e di posti letto. Analogamente si procederà per gli esercizi di affittacamere.
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- Saranno realizzati capillari punti informativi per turisti su tutto il territorio
regionale, e in particolare lungo le vie di comunicazioni stradali ed autostradali;
Eventi sportivi di rilevanza turistica: il Friuli Venezia Giulia nel suo insieme deve inserirsi con maggiore "aggressività" nel circuito internazionale che vede le grandi località mondiali in continua concorrenza per organizzare grandi avvenimenti come Olimpiadi, Campionati Mondiali, Universiadi, Coppe del Mondo, gare di livello europeo in generale. Sarà proseguita la strada recentemente intrapresa, facendo maggiormente
sistema con gli altri enti, istituzioni territoriali ed economiche per raggiungere
obiettivi di interesse collettivo che abbiano ricadute positive per l’intero territorio. Per tale prospettiva le strutture ed impianti sportivi regionali necessitano di urgenti e adeguati investimenti. Ospitare eventi sportivi di livello internazionale rappresenta un’occasione unica per la promozione della Regione e del suo patrimonio artistico e paesaggistico.
COMMERCIO
La criticità manifestata nel settore della grande distribuzione richiede una attenta riflessione sulle linee di sviluppo da adottare nei prossimi anni. Le aperture indiscriminate di grandi centri commerciali hanno impattato in maniera devastante sul territorio e sulla struttura del piccolo commercio, generando spesso anche molte illusioni occupazionali. E’ necessario recuperare la vocazione emporiale della nostra Regione, tutelando la valenza sociale del piccolo commercio, già messo a dura prova dalle difficoltà del ciclo economico e della globalizzazione.
Per il piccolo commercio di prossimità così importante per la vita delle città e sin qui sacrificato agli interessi dei grandi gruppi commerciali, soprattutto stranieri, sarà avviata un’azione di riequilibrio tra la grande distribuzione commerciale e le realtà della piccola e media distribuzione.
Il Friuli Venezia Giulia è già saturo di grande distribuzione e sfora tutti i parametri nazionali. Non saranno rilasciate nuove concessioni per grande distribuzione.
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